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Una nana bruna ... pronta per il tè |
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Giovedì 24 Marzo 2011 21:51 |
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Ci si aspetta che a queste temperature la stellla mancata mostri proprietà diverse da quelle delle nane brune già note, e molto più simili a quelle dei pianeti giganti extra-solari
Osservazioni con il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO e con altri due telescopi hanno scovato un nuovo candidato per la stella più fredda che si conosca: una nana bruna in un sistema binario che ha la stessa temperatura di una tazza di tè - bollente in termini umani, ma straordinariamente fredda per essere la superficie di una stella. Questo oggetto è sufficientemente freddo da scavalcare la linea incerta che divide le piccole stelle fredde dai grandi pianeti caldi.
Le nane brune sono sostanzialmente stelle mancate: non hanno massa sufficiente perché la loro gravità inneschi le reazioni nucleari che fanno risplendere le stelle. Questa nana bruna appena scoperta, chiamata CFBDSIR 1458+10B, è la più debole di una coppia di nane brune situate a soli 75 anni luce dalla Terra.
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L'universo prima del Big Bang |
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Mercoledì 24 Novembre 2010 19:59 |
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Particolari anomalie rilevate nella radiazione cosmica di fondo potrebbero indicare che ci troviamo in un universo ciclico, in cui alla fine di ogni "eone" un nuovo Big Bang darebbe il via a un nuovo universo
Chiedersi che cosa sia avvenuto prima del Big Bang può sembrare poco scientifico, visto che il tempo stesso non sarebbe dovuto esistere se non dopo quell'evento di circa 13,7 miliardi di ani fa.
Tuttavia, come spiegano in un articolo postato sul sito arXiv, Roger Penrose, dell'Università di Oxford e Vahe Gurzadyan dell'Università statale di Yerevan, in Armenia, hanno identificato nel fondo cosmico a microonde (CMB) un effetto che sembrerebbe permettere di "guardare oltre" il Big Bang, per osservare che cosa c'era prima.
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Gli effetti "a scala umana" della relatività |
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Venerdì 24 Settembre 2010 13:44 |
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E' stato possibile misurarli grazie a un nuovo sensibilissimo orologio atomico il cui "ticchettio" è scandito dal moto vibrazionale di un singolo atomo di alluminio
Pur essendo stata ripetutamente messa alla prova, la teoria della relatività sembra sempre qualcosa che ha poco a che fare con la vita quotidiana, anche se i sistemi GPS, solo per fare un esempio, devono fare i conti con essa.
Ora però un gruppo di ricercatori del National Institute of Standards and Technology (NIST) è stato in grado di misurare gli effetti relativistici "a scala umana", mostrando che è sufficiente abitare un piano più in alto - dove le forze gravitazionali sono sia pur di pochissimo meno intense - per veder passare il tempo più rapidamente. I ricercatori sono addirittura riusciti a rilevare una differenza nella velocità a cui scorre il tempo già per soli 33 centimetri di differenza.
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