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Nuova classificazione per lo "zoo" delle galassie PDF Stampa E-mail
Lunedì 11 Luglio 2011 10:54

Molte galassie ellitiche sarebbero molto più strettamente legate a quelle a spirale di quanto si pensasse

Grazie a un'analisi dei dati del survey di ATLAS3D Project un gruppo di ricercatori diretto da Michele Cappellari, dell'Università di Oxford, è arrivato alla conclusione che il modo in cui le galassie sono state classificate per decenni andrebbe rivisto.

Gli astronomi attualmente classificano le galassie utilizzando uno schema "a diapason" ideato da Edwin Hubble a metà degli anni 1920: il manico è formato dalle galassie ellittiche dotate di una rotazione molto lenta, mentre i due rebbi sono costituiti rispettivamente dalle galassie a spirale e dalle galassie a spirale barrata, dotate di una rotazione molto più rapida.

Per la loro indagine -
in corso di pubblicazione su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society - i ricercatori hanno esaminato 260 galassie non a spirale dell'universo vicino: "Abbiamo suddiviso ogni galassia in base a una griglia, rilevando gli spettri per ogni singola sezione", ha detto Cappellari. "Analizzando questi spettri se ne può misurare il red-shift, o il blu-shift, di ogni sezione."

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Una nana bruna ... pronta per il tè PDF Stampa E-mail
Giovedì 24 Marzo 2011 21:51

Ci si aspetta che a queste temperature la stellla mancata mostri proprietà diverse da quelle delle nane brune già note, e molto più simili a quelle dei pianeti giganti extra-solari

Osservazioni con il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO e con altri due telescopi hanno scovato un nuovo candidato per la stella più fredda che si conosca: una nana bruna in un sistema binario che ha la stessa temperatura di una tazza di tè - bollente in termini umani, ma straordinariamente fredda per essere la superficie di una stella. Questo oggetto è sufficientemente freddo da scavalcare la linea incerta che divide le piccole stelle fredde dai grandi pianeti caldi.

Le nane brune sono sostanzialmente stelle mancate: non hanno massa sufficiente perché la loro gravità inneschi le reazioni nucleari che fanno risplendere le stelle. Questa nana bruna appena scoperta, chiamata CFBDSIR 1458+10B, è la più debole di una coppia di nane brune situate a soli 75 anni luce dalla Terra.
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L'universo prima del Big Bang PDF Stampa E-mail
Mercoledì 24 Novembre 2010 19:59

Particolari anomalie rilevate nella radiazione cosmica di fondo potrebbero indicare che ci troviamo in un universo ciclico, in cui alla fine di ogni "eone" un nuovo Big Bang darebbe il via a un nuovo universo

Chiedersi che cosa sia avvenuto prima del Big Bang può sembrare poco scientifico, visto che il tempo stesso non sarebbe dovuto esistere se non dopo quell'evento di circa 13,7 miliardi di ani fa.

Tuttavia, come spiegano in un articolo postato sul sito arXiv, Roger Penrose, dell'Università di Oxford e Vahe Gurzadyan dell'Università statale di Yerevan, in Armenia, hanno identificato nel fondo cosmico a microonde (CMB) un effetto che sembrerebbe permettere di "guardare oltre" il Big Bang, per osservare che cosa c'era prima.

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Gli effetti "a scala umana" della relatività PDF Stampa E-mail
Venerdì 24 Settembre 2010 13:44

E' stato possibile misurarli grazie a un nuovo sensibilissimo orologio atomico il cui "ticchettio" è scandito dal moto vibrazionale di un singolo atomo di alluminio

Pur essendo stata ripetutamente messa alla prova, la teoria della relatività sembra sempre qualcosa che ha poco a che fare con la vita quotidiana, anche se i sistemi GPS, solo per fare un esempio, devono fare i conti con essa.

Ora però un gruppo di ricercatori del National Institute of Standards and Technology (NIST) è stato in grado di misurare gli effetti relativistici "a scala umana", mostrando che è sufficiente abitare un piano più in alto - dove le forze gravitazionali sono sia pur di pochissimo meno intense - per veder passare il tempo più rapidamente. I ricercatori sono addirittura riusciti a rilevare una differenza nella velocità a cui scorre il tempo già per soli 33 centimetri di differenza.

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